Parrocchia San Pietro apostolo in San Pietro all'Olmo
Parrocchia Santi Giacomo e Filippo in Cornaredo
Dedicazione del Duomo



dedicazione della
Cattedrale Ambrosiana
- Santa Maria Nascente -
(el Dòm)
- ricorrenza: 3ª domenica di ottobre -
(nel 2020: 18 ottobre)


In poche parole per Dedicazione intendiamo normalmente la festa che annualmente celebra la memoria della Consacrazione delle cattedrali e delle altre chiese solennemente consacrate. La dedicazione delle chiese è un rito molto solenne con il quale il Vescovo consacra l'edificio al culto di Dio.
Da noi la Dedicazione della Cattedrale è un momento importante riportato nel Lezionario Ambrosiano adottato nel 2008 nel quale la terza domenica di ottobre (quest'anno è stato il giorno 20, l'anno prossimo sarà il 18) viene appunto definita Dedicazione della Cattedrale, Chiesa Madre di tutti i fedeli ambrosiani e le domeniche successive si chiamano prima/seconda ecc. domenica dopo la Dedicazione fino alla Festa di Cristo Re, che conclude l'anno liturgico (quest'anno il 10 novembre; l'anno prossimo l'8 novembre).
Ma la terza domenica di ottobre è anche una ricorrenza speciale nella chiesa Ambrosiana, non solo perché nel 1577 venne consacrato (come si diceva allora) il Duomo (giorno 20 del mese) intitolato a Maria Nascente da San Carlo Borromeo, divenendo, negli auspici del Santo Vescovo, il "modello di chiesa della Controriforma". Era la terza domenica di ottobre anche nell'anno 836 (il 15 del mese) quando venne consacrata la chiesa di Santa Maria Maggiore, la "vecchia" cattedrale, situata più o meno dove sorge il Duomo dei giorni nostri. Era la terza domenica di ottobre quando nel 1418 (giorno 16) venne consacrato l'Altar Maggiore del "nostro" Duomo, così come nel 1986 quando il Cardinal Martini consacrò il "nuovo" Altar Maggiore e tutto il Presbiterio, rinnovati per adeguarli alle esigenze liturgiche della riforma conciliare (era il 19 del mese).
E perché questo insistere sulla terza di ottobre, fino a farne una data simbolo? Perché dalla metà del secolo V, ossia dalla solenne Dedicazione della Basilica di Santa Tecla compiuta dal vescovo Eusebio nel 453, in questo giorno veniva anche istituita la festa liturgica ambrosiana della Dedicazione della Chiesa cattedrale.
Dunque evidenti l’antichità e l’importanza di questa ricorrenza per il Rito ambrosiano e per tutti i fedeli che - come accennato - segna l’ultima sezione del Tempo dopo Pentecoste e dell’intero anno liturgico e si sviluppa proprio a partire da essa, prendendo il nome di "Settimane dopo la Dedicazione", fino alla festa di Cristo Re (appunto conclusione dell'anno liturgico). Di notevole significato, in questa logica, appare, allora, l’orazione di apertura dell’assemblea liturgica propria della solennità della "Dedicazione della Cattedrale, Chiesa Madre di tutti i fedeli ambrosiani", nella quale l’invocazione della Chiesa non si ferma all’edificio in se stesso, ma considera il popolo santo di Dio che è in Duomo e in tutti i luoghi di culto generati da questa Chiesa madre, perché sono loro - i fedeli delle comunità di Rito ambrosiano - ad essere, sotto la guida dei Pastori, "le pietre vive ed elette" per mezzo delle quali Dio edifica un tempio eterno alla sua gloria.
La storia della "cattedrale di Milano" è lunga e complessa, ma benché molto interessante ne accenniamo solo alcuni punti. Tanto per cominciare diciamo che una volta le Cattedrali erano due, una "invernale" e una "estiva", ciascuna dotata di un proprio battistero esterno. Solo durante la costruzione della prima linea della metropolitana ci si accorse che sotto l'attuale sagrato giacevano i resti della chiesa di Santa Tecla, una delle due, risalente al IV/V secolo (iniziata forse nel 340, cioè all'epoca dell'Imperatore Costantino e di Sant'Ambrogio).
Costantino è quell'imperatore che con il c.d. editto di Milano liberalizzò il culto cristiano, mettendo fine alle persecuzioni; fece anche di Milano la capitale dell'Impero Romano di Occidente.
L'Editto come raffigurato nella "porta Minerbi" (quella di sinistra) - anno 1948
In realtà prima di questa Cattedrale "duale" deve esserci stata un'altra costruzione, per la quale si fanno molte ipotesi di dove e come fosse; unica cosa certa sono gli accenni ad una "basilica vetus" che Sant'Ambrogio cita nelle corrispondenze con la propria sorella Marcellina. Nulla di più.
La chiesa di Santa Tecla era lunga un'ottantina di metri, con l'interno a cinque navate e la facciata rivolta verso quella che ora è via Mercanti; in realtà le facciate erano due e fra di esse si trovava una sorta di quadriportico, simile a quello della Basilica di Sant'Ambrogio, nel quale sostavano i catecumeni.
Ambrogio vi portò il Santo Chiodo proveniente dalla Croce di Gesù crocifisso, che rimase lì fino alla demolizione della chiesa. Ambrogio stesso - si pensa - vi fu inizialmente sepolto prima di essere traslato nella basilica che porta il suo nome.
Il Santo Chiodo viene ora custodito in una particolare bacheca appesa sotto la volta dell'abside a 45 metri di altezza, segnalata da una piccola luce rossa. Ogni anno, in occasione della Esaltazione della Santa Croce (metà settembre), l'Arcivescovo sale a prelevarlo servendosi di un particolare "ascensore" (la nivola) per esporlo alcuni giorni alla venerazione dei fedeli.
Ed eccoci di nuovo alla terza domenica di ottobre. Sì, perché era in quel giorno che il Capitolo si spostava da Santa Tecla (cattedrale aestiva) a Santa Maria Maggiore (cattedrale jemale, invernale), ove restava fino alla Vigilia di Pasqua. Questi spostamenti erano vere cerimonie (trasmigrationes).
Per Capitolo si intende il collegio degli ecclesiastici, chiamati comunemente "canonici", che hanno come compito principale quello di attendere alle funzioni liturgiche in cattedrale, la chiesa del vescovo; a Milano devono anche conservare il Rito Ambrosiano, con le sue antiche e peculiari caratteristiche.
Ricerche più recenti fanno ipotizzare che prima ancora di Santa Tecla in quel luogo sorgesse un tempio pagano probabilmente dedicato a Minerva. Di certo c'è che l'intitolazione a Santa Tecla non sia stata la prima bensì abbia sostituito quella iniziale al Salvatore.
La modifica si fa risalire a lavori di ripristino della chiesa, coincidente con l'arrivo della particolare reliquia della santa (la testa), donata da Carlomagno alla città nell'811.
E il titolo alla santa esiste anche ai giorni nostri: infatti la parrocchia che ha sede in Duomo si chiama Santa Tecla nel Duomo di Milano.
Santa Tecla aveva un suo battistero esterno, ottagonale, intitolato a San Giovanni alle Fonti nel quale secondo tradizione il vescovo Ambrogio nel 387 avrebbe battezzato Sant'Agostino.
È nell'836 che si costruì la seconda basilica, più o meno nel sito dell'attuale Duomo, ma ovviamente molto più piccola di questo, intitolata a Santa Maria Maggiore, anche questa con un proprio battistero (ottagonale come l'altro) intitolato a Santo Stefano alle Fonti, situato più o meno dove ora inizia Corso Vittorio Emanuele II.
L'ottagono ricorre molto spesso nell'architettura cristiana (e non solo nell'architettura), soprattutto nei battisteri e fonti battesimali. Il motivo è che per i Cristiani punto nodale della Fede è la Resurrezione di Cristo e Cristo è risorto nel giorno dopo il sabato, cioè l'ottavo. E il Battesimo è la resurrezione dal peccato. In origine veniva amministrato nel giorno di Pasqua, poi esteso anche alla Pentecoste e al Natale.
In questa piantina di piazza del Duomo è segnato a sinistra il luogo dove si trovava la Basilica di Santa Tecla con il relativo quadriportico e, a destra, la Basilica di Santa Maria Maggiore; dietro ad esse i rispettivi battisteri.
La zona con bordo scuro segna la posizione dell'attuale Duomo.
C'era anche un campanile; una costruzione molto bella e altissima, distrutta nel 1162 dal Barbarossa; ricostruito - pare - nel 1333 crollò di suo dopo una ventina di anni e da allora niente più campanile.
Nel 1392 la chiesa di Santa Tecla fu dichiarata pericolante e poi abbattuta nel 1459 con l'assenso di papa Pio II, ma gli storici su questo punto sono discordi, anche perché alcuni pezzi furono utilizzati come botteghe e come facciata di una piccola chiesa rotonda della quale però non si sa nulla, come non si sa nulla sulla fine del battistero.
Il Barbarossa se la prese anche con Santa Maria Maggiore (non ancora risistemata dopo un grave incendio); secondo tradizione il successivo restauro ricevette dei grossi aiuti delle matrone milanesi che per dare il loro contributo vendettero le loro gioie.
E il "nostro" Duomo? Si deve arrivare al 23 maggio 1385, quando Gian Galeazzo Visconti annunciò la demolizione di diversi edifici fra i quali il battistero di Santo Stefano alle Fonti (quello dietro la cattedrale di Santa Maria Maggiore) per edificare una nuova cattedrale di immense dimensioni che avrebbe superato in lunghezza e in altezza ogni altra chiesa esistente allora. Naturalmente, come sempre accade nelle narrazioni storiche, c'è chi la racconta in modo diverso attribuendo la volontà della nuova chiesa "al popolo" mentre a Gian Galeazzo non interessava gran che. Di certo vi fu la volontà dell'Arcivescovo Antonio da Saluzzo e pure certo è che Gian Galeazzo il 16 ottobre 1387 istituì la Veneranda Fabbrica del Duomo con il compito di provvedere al reperimento, amministrazione e gestione delle risorse finanziarie per la progettazione, costruzione e conservazione della nuova Cattedrale.
Nel 1386 i lavori erano già avviati e i contributi proprio non mancavano; il 1° marzo 1387 venne nominato ingegnere capo Simone da Orsenigo, forse il più noto dei Maestri Comacini. A "documento" della data di inizio esiste ancora una piccola lapide visibile nella prima cappella a destra, ma probabilmente il lavoro cominciò con alcune demolizioni e sgombero di macerie.
Il granito per la costruzione proveniva dalle cave di Candoglia, sul lago Maggiore, e veniva trasportato a Milano lungo i Navigli, allora perfettamente navigabili.
Il laghetto in un'antica stampa.
Il "capolinea" era il laghetto, un bacino scavato presso la Cà Granda e l'attuale chiesa di San Bernardino alle Ossa, poi interrato nel 1858 (a ricordarlo oggi resta via Laghetto). Curiosità: sui blocchi veniva incisa la sigla A.U.F. (ad usum fabricae) perché non pagavano i dazi dovuti normalmente su ogni merce.
La sigla, in verità non limitata alla cattedrale milanese, avrebbe dato origine al detto mangiare a ufo, senza pagare.
La facciata venne dopo. La sua storia è piuttosto tribolata e molto lunga (oltre due secoli); qui ci limitiamo a riportare alcuni bozzetti e ad accennare che la cerimonia della posa della prima pietra fu il 16 agosto 1452, ma poi....
I bozzetti di Pellegrino Tibaldi, Luigi Vanvitelli, Francesco Castelli, Francesco Maria Richini e Carlo Buzzi
 
Due vedute dell'800 con la piazza come era allora.
Ci piace dire che fu la Madonnina il suggello alla costruzione, sistemata sulla sua guglia nel 1774 (data ufficiale 30 dicembre); cioè la Madonnina è lassù da quasi 245 anni (e come hanno fatto a sistemarcela...). La consacrazione della cattedrale era però già avvenuta il 20 ottobre 1577 (la famosa terza domenica di ottobre) con una celebrazione un po' alla chetichella presieduta da San Carlo; era terminata da poco un'epidemia di peste (appunto la "peste di San Carlo") e i grandi assembramenti di folla facevano ancora paura per via del pericolo di contagio.
Per molti anni la Madonnina è stata sul punto più alto di Milano (la sua guglia). Recentemente alcuni edifici l'hanno superata e allora i Milanesi hanno posto su questi nuovi edifici una copia, sia pure di dimensioni ridotte (es. Torre Breda nel 1954 e Grattacielo Pirelli nel 1960 e Palazzo Lombardia nel 2010; da ultimo è toccato alla Torre Isozaki - "il dritto" - il 22 novembre 2015).
Storicamente però il termine ultimo della costruzione dovrebbe forse essere considerato la installazione dell'ultima delle cinque porte sulla facciata, porta inaugurata il 6 gennaio 1965; i suoi bassorilievi, opera di Luciano Minguzzi, raccontano proprio le vicende della costruzione del Duomo.

La grande lapide che ricorda la consacrazione, sovrastata dal busto bronzeo di San Carlo
(collocata nell'abside nel 1611)



LA BANDIERA: Con la costruzione del Duomo non c'entra niente, ma l'usanza di esporre il Tricolore sulla guglia della Madonnina fa pur parte della sua storia. La prima volta fu durante le Cinque Giornate (1848) e fu una sorta di segnale per gli insorti, accompagnato dal suono del campanone. Ora l'uso è di issare la bandiera sull'alabarda (che fiancheggia la Madonnina e che nasconde il parafulmine) il 10 febbraio (Ricordo degli Istriani, Fiumani e Dalmati), 11 febbraio (Patti Lateranensi del 1929), 17 marzo (Unità d'Italia), 25 aprile (Liberazione), 1 maggio (Festa del Lavoro), 2 giugno (Festa della Repubblica), 28 settembre (insurrezione di Napoli del 1943), 4 ottobre (Festa di San Francesco Patrono d'Italia). Da qualche anno il 9 maggio (Giornata d'Europa - dichiarazione Schumàn del 1950) viene invece issata la bandiera dell'Unione. Ma è anche accaduto di vedere la bandiera vaticana, per salutare il Papa in visita a Milano.

LE MISURE: lunghezza massima interna 148, esterna 158; lunghezza delle navate 57,60; altezza della navata centrale 45 metri, la lanterna 65. Larghezza 66 metri all'interno, 93 all'esterno. Il peso della struttura si stima in 325.000 tonnellate. La superficie delle vetrate occupa 1700 metri quadrati. Le guglie sono 135, i gradini per raggiungere la guglia principale sono 500. La Madonnina è collocata a 108 metri dal suolo. 3400 le statue fra grandi e piccole.

ALCUNE DATE
sec. III?Una "Basilica Vetus" viene citata da Sant'Ambrogio alla sorella Marcellina. Non ne sappiamo nulla; un'ipotesi è che fosse dove ora si trova l'abside del Duomo.
3°/4° decennio
del sec. IV
Sorge la prima Cattedrale milanese, dedicata a Santa Tecla (ma forse la prima dedicazione è al "Santissimo Salvatore").
fine sec. IVSorge il Battistero di San Giovanni alle Fonti, presso l'abside di Santa Tecla.
15 ottobre 836Viene consacrata la cattedrale "invernale" di Santa Maria Maggiore, ubicata dove ora è il Duomo (molto più piccola); è la terza domenica di ottobre, che sarà sempre un punto fermo nella storia del Duomo.
anno 1353Crolla il campanile di Santa Maria Maggiore; era stato eretto per volontà di Azzone Visconti
12 maggio 1386Il vescovo di Milano, Antonio da Saluzzo, annuncia che "i fedeli con cuore unanime intendevano edificare ex novo la propria cattedrale"
23 maggio 1386Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano, annuncia la demolizione di diversi edifici fra i quali l'arcivescovado e il battistero di Santo Stefano alle Fonti per far posto alla costruzione di una nuova cattedrale di immense dimensioni.
16 ottobre 1387Gian Galeazzo Visconti istituisce la Veneranda Fabbrica del Duomo affidandole il compito di provvedere al reperimento, amministrazione e gestione delle risorse finanziarie per la progettazione, costruzione e conservazione della nuova Cattedrale che sostituirà la vetusta chiesa di Santa Maria Maggiore
16 ottobre 1387Simone da Orsenico è il primo nome che compare in un documento ufficiale (il Regolamento della Fabbrica del Duomo, appena promulgato). Indicato come "ingegnere generale", Simone è più probabilmente un capocantiere.
anno 1386Inizia la costruzione del Duomo; ce lo dice una lapide ancora visibile.
24 ottobre 1387Gian Galeazzi Visconti concede lo sfruttamento delle Cave di Candoglia e l'esenzione dai dazi per il trasporto del marmo a Milano; viene infatti abbandonata l'idea iniziale di una costruzione in cotto.
anno 1390Papa Bonifacio IX concede un particolare Giubileo, su richiesta del Vescovo e del Visconti, per favorire la raccolta dei fondi necessari. Il Giubileo sarà ripetuto nel 1397 e nel 1399.
anno 1394Viene demolito il battistero di Santo Stefano alle Fonti.
anno 1404Viene teminata la prima guglia; è sul lato nordovest ed è intitolata Marco Carelli (mercante, insigne benefattore dell'opera).
16 ottobre 1418Papa Martino V, di ritorno dal Concilio di Costanza, consacra l'Altare Maggiore del Duomo. Era ancora esistente Santa Maria Maggiore, "abbracciata" dall'avanzare della nuova grande costruzione.
seconda metà del '400Viene demolata la Basilica di Santa Tecla e quanro resta di Santa Maria Maggiore.
21 agosto 1473Galeazzo Maria Sforza, Signore di Milano, rende perpetua la concessione per lo sfruttamento delle Cave di Candoglia.
24 settembre 1500Viene completata la grande cupola, dopo che negli anni precedenti erano stati risolti i notevoli problemi statici del tiburio.
anno 1503Viene decisa l'apertura di una porta laterale a nord (verso l'attuale via Santa Radegonda) che successivamente verrà fatta chiudere da San Carlo per la confusione che già allora era da quella parte.
anno 1507Inizia la costruzione del primo dei quattro "gugliotti" che circondano il tiburio (questo di nord-est, detto "dell'Amadeo" dal nome del progettista)
anno 1537Il primo progetto conosciuto della facciata (di Vincenzo Seregni) prevede due grosse torri ai due lati (presto abbandonato).
7 luglio 1567Carlo Borromeo assume Pellegrino Pellegrini, detto "Tibaldi", per dare nuovo umpulso alla costruzione; benché contestato dai "locali" è uno dei nomi più importanti che ricorrono nella costruzione.
20 ottobre 1577San Carlo consacra il nuovo Duomo, solennemente ma quasi clandestinamente per timore che vi fossero ancora malati dell'epidemia di peste appena superata.
3° decennio del '600Si mette mano alla costruzione della facciata, la cui realizzazione sarà però molto tribolata e con diverse ipotesi progettuali.
anno 1769Viene completata la guglia maggiore; il 17 giugno viene deliberata la realizzazione di una statua della Madonna da collocare alla sommità.
30 dicembre 1774Sulla sommità della guglia maggiore viene collocata la "Madonnina". È opera dello scultore Giuseppe Perego che l'ha fatta realizzare in rame dorato con scheletro metallico interno (successivamente sostituito); è alta 4,16 metri, pesa quasi una tonnellata e si trova a 108,50 metri da terra.
20 maggio 1805Napoleone ordina il completamento della facciata (sei giorni prima della sua incoronazione a Re d'Italia, in Duomo). I lavori dureranno dal 1807 al 1814.
anno 1886La Fabbrica, spinta da un benefattore, indice un concorso per un nuovo progetto di facciata gotica e stilisticamente appropriata. Risulterà vincitore Giuseppe Brentano (su 120 concorrenti da tutto il mondo), la cui morte però bloccherà tutto, lasciando sussistere la facciata "napoleonica".
anno 1906Viene collocata la porta bronzea centrale, opera di Ludovico Pogliaghi. È la prima delle cinque grandi porte.
agosto 1943I bombardamenti alleati danneggiamo diverse strutture, ciò che richiederà un buon lavoro di restauro.
6 maggio 1945Con una solenne cerimonia l'Arcivescovo card. Alfredo Ildefonso Schuster libera la Madonnina dal panno scuro che l'aveva ricoperta per cinque anni durante la guerra, per il rischio che i suoi riflessi avrebbero potuto essere un punto di riferimento per i bombardieri degli Alleati.
anno 1981Iniziano i lavori di restauro e consolidamento statico dei quattro grandi piloni del tiburio, che dal alcuni anni avevano manifestato sintomi di cedimento. I lavori dureranno fino al 1984 e seguono altri restauri "minori" ai piloni più piccoli.
23 marzo 1986Viene inaugurato il nuovo presbiterio, adeguato alla nuova liturgia. Il 19 ottobre il card. Martini consacrerà l'Altare.
6 gennaio 1965Viene inaugurata l'ultima delle cinque porte, realizzata da Luciano Minguzzi, con bassorilievi che raccontano le vicende della fondazione del Duomo stesso. L'evento potrebbe essere considerato il suggello finale alla costruzione.


La Madonnina coperta dal panno scuro, durante la guerra

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luglio 2017  (pag. 3204) - invio alla redazione di segnalazioni su questa pagina -
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