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Facciamo tutti un esame di coscienza
(articolo di Chiara Pellizoni,
su "Famiglia Cristiana" n.48/2025) - febbraio 2026 -
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Premessa: questo articolo introduce all’incontro di venerdì 6 febbraio (ore 21) con Don Michele Aramini: ‘Dalle gemelle Kessler alla scelta del fine vita’.
La morte delle gemelle Kessler per suicidio assistito ha provocato smarrimento.
<< La reazione è stata di profonda pietà e sgomento>>, commenta monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Fondazione Età Grande, Vescovo emerito di Terni-Narni-Amelia e Presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita. <<Dolore dispiacere per una morte com’essa è avvenuta. Mi domando: siamo stati capaci di stare acanto a loro per capire il loro stato d’animo e aiutarle a vivere più che a morire? La morte fa già il suo lavoro sporco e non credo sia saggio darle una mano. A noi il compito di stare accanto e far vincere l’amore che sempre significa ‘far essere’, far vivere>>.
Colpisce anche il legame della gemellanza.
<< Ho due fratelli gemelli. Hanno quattro anni meno di me e ne conosco un po’ i risvolti. E’ importante sottolineare, però, che c’è una dimensione della vita, che sta oltre i legami ‘di sangue’, che è quella elettiva degli affetti. E i legami di sangue debbono diventare una scelta di amore che non annulla, ma fonde per realizzare un amore più grande >>. Una scelta di vita e non di morte.
<< Si, i legami di sangue sono importanti, ma vanno scelti e sostenuti con l’amore. Caino e Abele erano fratelli di sangue, ma Caino volle essere l’Unico. E uccise il fratello. La fraternità deve diventare una scelta di vita, una scelta per crescere nell’amore. L’unità-diversità delle Kessler è stata straordinaria. E sarebbe stato bello per tutti che fosse continuata. Erano belle anche da vecchie! >> Qual è il pericolo?
<< Non vorrei che qualcuno trasformasse questa scelta in una sorta di insegnamento di vita. Lasciatemi dire – ho 80 anni – ‘Vecchio è bello!’. E’ la lezione di Anna Magnani: “Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele!”. Certo, la solitudine fa male ed è una cattiva consigliera. Ogni gesto di suicidio è coma una domanda d’amore inevasa. Guai a lasciare soli! >>. Preoccupa la tendenza a decidere della propria morte.
<< Non siamo padroni della nostra vita. Essa è un dono che ci è stato fatto perché possiamo spenderlo per tutti, perché possiamo farla fruttare per tutti >>. |
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da ''InCammino Insieme'' n. 5 del 1° febbraio 2026
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gennaio 2026 pg. 42129 - gr.24000 |
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