Parrocchia San Pietro apostolo in San Pietro all'Olmo
Parrocchia Santi Giacomo e Filippo in Cornaredo
Don Emanuele Tempesta, saluto di don Fabio (30/6/2019)
Prima Messa
di don Emanuele a San Pietro
saluto di don Fabio
- San Pietro, 30 giugno 2019 -

  [i candidati]   [l'ordinazione]   [la messa novella]   [prete!] [saluto (San Pietro)!]

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Caro don Emanuele stiamo concludendo oggi con te questo mese di giugno che ha trasformato la tua vita.
Lo hai iniziato con gli Esercizi Spirituali a Rho che ti hanno preparato spiritualmente all’Ordinazione sacerdotale nel Duomo di Milano l’8 giugno.
Hai poi celebrato la tua prima Messa a Cornaredo, e nelle domeniche successive nelle due parrocchie della comunità pastorale di cui sei vicario, Busto Garolfo e Olcella.
Oggi sei qui da noi nella festa dell’apostolo san Pietro, patrono di questa parrocchia dove tu stesso nell’anno di prima teologia hai condotto l’oratorio feriale e ne hai vissuto momenti celebrativi.
Ora sei prete e in queste settimane hai vissuto già pienamente la consapevolezza di essere prete.
“Il sacerdote - ricorda Papa Francesco - è il più povero degli uomini se Gesù non lo arricchisce con la sua povertà, è il più inutile servo se Gesù non lo chiama amico, il più stolto degli uomini se Gesù non lo istruisce pazientemente come Pietro, il più indifeso dei cristiani se il Buon Pastore non lo fortifica in mezzo al gregge. Nessuno è più piccolo di un sacerdote lasciato alle sue sole forze”.
Diceva il Curato d’Ars che “un santo sacerdote è il più bel dono che Dio possa fare al suo popolo”. Pensiamo a don Giovanni Bosco, al bene che ha fatto e alle indicazioni che ha dato nell’educazione dei giovani: era un sacerdote. Pensiamo a don Carlo Gnocchi: dopo aver dato tutto, per testamento ha donato anche gli occhi: era un sacerdote. Pensiamo a Don Oreste Benzi fondatore dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che si rivolge a varie forme di disagio sociale come la devianza adolescenziale, l'handicap, la prostituzione e la povertà: era un sacerdote.
Solo alcuni esempi di prete ma quanti santi sacerdoti, quanta bellezza di sacerdozio c’è in giro!
Certo, c’è anche il mistero di Giuda: ma se c’è un Giuda, gli altri undici apostoli hanno dato la vita per il loro maestro e Signore.
Molto spesso, per un aereo che cade, ci sono mille aerei che invece fanno bene il loro percorso. Però si sottolinea soltanto l’aereo che cade; quelli che invece arrivano a destinazione nessuno lo dice.
C’è un prezzo che il sacerdozio paga anche alla fragilità umana, e per questo con umiltà (così come abbiamo voluto ripristinarne nel restauro della nostra chiesa la frase scritta) come Pietro anche noi diciamo: Dómine, tu ómnia nosti: tu scis, Dómine, quia amo te! Signore tu sai che ti amo.
Papa Francesco ha di recente raccolto le sette omelie rivolte ai sacerdoti durante le Messe crismali in un libretto intitolato: “La nostra fatica è preziosa per Gesù”.
Certo, è una fatica essere preti ..… ma una fatica bella. A volte le giornate di un sacerdote sono letteralmente aggredite, assalite, da mille richieste. Però è bello spendersi. La tua vita caro don, come ci ricorda l’antico rito del “faro” non andrà in fumo ma resterà accesa da quel fuoco dello Spirito Santo che si è acceso in te nel giorno dell’ordinazione perché arda nell’amore di Dio e dei fratelli.
Don Emanuele con affetto e amicizia preghiamo per te in questa Messa perché con la tua vita tu possa dire come Simon Pietro: Signore tu sai tutto tu sai che ti amo, l’unica cosa necessaria per essere pastore del suo gregge.
E tu ora e sempre intercedi per questo santo popolo di Dio che è in san Pietro all’Olmo.
 
mons. Fabio Turba

Cenni su:     [il Curato d'Ars]     [don Giovanni Bosco]     [don Carlo Gnocchi]

luglio 2019 (cod. 9115) - invio alla redazione di segnalazioni su questa pagina -
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