Parrocchia San Pietro apostolo in San Pietro all'Olmo
Parrocchia Santi Giacomo e Filippo in Cornaredo
Immacolata Concezione



 
Immacolata Concezione
della Beata Vergine Maria
(solennità: 8 dicembre)


Pontificale presieduto dall'Arcivescovo: registrazione dell'omelia
Perciò, dopo aver presentato senza interruzione, nell'umiltà e nel digiuno, le Nostre personali preghiere e quelle pubbliche della Chiesa, a Dio Padre per mezzo del suo Figlio, perché si degnasse di dirigere e di confermare la Nostra mente con la virtù dello Spirito Santo; dopo aver implorato l'assistenza dell'intera Corte celeste e dopo aver invocato con gemiti lo Spirito Paraclito; per sua divina ispirazione, ad onore della santa, ed indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della Vergine Madre di Dio, ad esaltazione della Fede cattolica e ad incremento della Religione cristiana, con l'autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certa ed immutabile per tutti i fedeli.
 


Nel riquadro soprastante è il paragrafo centrale della costituzione apostolica Ineffabilis Deus con la quale Pio IX proclamò il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria; era l'8 dicembre 1854 e quel giorno è diventato una delle maggiori solennità dedicate alla Madonna.
Come si parla di Immacolata Concezione il pensiero vola a Lourdes, dove la Madonna si era presentata a Bernadette dicendo "Que soy era Immaculada Councepciou" (che si legge "che sòi èra Immaculàda Concepsiòn" e significa "Io sono l'Immacolata Concezione").
Le chiese orientali sin dai primi secoli esaltavano la Madre di Dio ponendola al di sopra del peccato originale. Ma nella Chiesa cattolica di Occidente la convinzione che Maria sia stata concepita immune dal peccato originale non è così antica e si è fatta strada lentamente; dapprima trovò opposizione anche fra i maggiori teologi, non ultimo Sant'Agostino e per più di un motivo. Limitiamoci ad accennare che per taluno la concezione senza peccato originale sembrava inconciliabile con la Redenzione che sarebbe stata operata successivamente da Cristo; accettare l'idea che Maria fosse stata concepita senza peccato originale sarebbe stato come accettare l'idea che "qualcuno" fosse stato fuori dalla Redenzione universale. Un'altra teoria era che ciò non era possibile essendo la sua concezione avvenuta attraverso un atto naturale dei suoi genitori, Gioacchino ed Anna (santi).
Dobbiamo probabilmente ascrivere a Sant'Anselmo di Aosta, poco dopo l'anno 1000, i primi orientamenti verso la definizione del dogma.
Si tratta di Sant'Anselmo "di Canterbury", che prima di andare in Inghilterra era stato abate di Notre-Dame du Bec, in Normandia, ma era di Aosta tanto che i suoi concittadini ignorano del tutto quel "di Canterbury" che solitamente ne accompagna il nome e che ovviamente non figura neppure sul monumento che gli hanno eretto vicino alla piazza principale della loro città.
Ma la svolta si deve al frate francescano John Duns, detto Scoto (perché scozzese) o anche Dottor Sottile, il quale riuscì a superare lo scoglio dottrinale della Redenzione universale - e quindi anche di Maria - con una sottile ma convincente distinzione. Anche la Madonna era stata redenta da Gesù, ma con una Redenzione "preventiva" prima che Anna e Gioacchino la concepissero. Ella fu così preservata dal peccato originale in previsione dei meriti del suo Figlio divino. La formula coniata da Scoto fu Potuit, decuit, fecit, cioè conveniva, era possibile, e dunque fu fatto. Dio aveva il potere di preservare Maria dal peccato originale (e non solo di purificarla), era conveniente che lo facesse, dunque lo fece.
John Duns "Scoto" è stato beatificato il 20 marzo 1993 da Giovanni Paolo II, che lo ha definito "dottore dell'Immacolata"; il predecessore Paolo VI aveva usato la definizione di "Dottore Sottile e Mariano". Scoto è sepolto nella chiesa francescana di Colonia, in Germania (a destra: bassorilievo nel Santuario di Greccio, Lazio).
John Duns morì nel 1308 e dopo di lui finalmente la dottrina dell'Immacolata fece grandi progressi mentre la sua devozione andava diffondendosi anche grazie a molti predicatori, fra i quali rammentiamo San Bernardino da Siena; dal 1476 il Calendario Romano incluse la festa della Concezione di Maria. Papa Alessandro VII inserì la festa nel calendario della Chiesa universale con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum dell'8 dicembre 1661.
   
(note verso in fondo)
Poi vennero le apparizioni a Catherine Labouré a Parigi, nel 1830; durante una di queste il capo di Maria era circondato dalle parole "O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi". L'episodio spinse molti vescovi a sollecitare papa Pio IX perché definisse il dogma.



Sono moltissime le congregazioni religiose che hanno sottolineato fin dal loro nome una particolare devozione a Maria ricordata con il titolo di Immacolata, così come sono moltissime le località ove la celebrazione della solennità dell'Immacolata viene accompagnata da manifestazioni esteriori di feste di popolo legate a vecchie tradizioni.
Qui ricordiamo l'omaggio alla statua della Madonna in Piazza di Spagna, a Roma; non è tradizione antica ma si è affermata come se lo fosse. La statua dell'Immacolata - posta in alto su una colonna - fu inaugurata e benedetta da papa Pio IX l'8 settembre del 1857, tre anni dopo che lui stesso aveva proclamato il dogma. Fu poi Pio XII  che prese ad inviare dei fiori come omaggio in occasione della solennità dell'8 dicembre.
Pio XII era solito non lasciare la Città del Vaticano salvo per recarsi a Castel Gandolfo.
Fu papa Giovanni XXIII che per primo andò ai piedi della statua per offrire un cesto di rose bianche, esempio poi seguìto dai suoi successori, che vengono accolti ai piedi della colonna dall'ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede.
L'ambasciatore riceve il Papa in pompa magna indossando la tenuta ufficiale con tanto di giacca con le code e feluca in testa facendo un po' da padrone di casa: proprio lì è la sua Residenza e in fondo Piazza di Spagna godette in passato del beneficio dell'extraterritorialità .

 
Quel giorno innanzi alla colonna è tutto un susseguirsi di omaggi da parte di moltissime comunità romane, sia religiose sia laiche. I primi sono i Vigili del Fuoco che già di prima mattina salgono lassù per porre i loro fiori proprio in braccio alla Madonna.
La colonna è opera dell'architetto Luigi Poletti; sul grande basamento sono quattro statue raffiguranti Mosè, David, Isaia ed Ezechiele e quattro bassorilievi raffiguranti la definizione del dogma; la colonna - alta più di 11 metri - regge la statua della Vergine Immacolata. Il tutto è alto più di 29 metri. All'inaugurazione presenziarono quasi 250 tra vescovi e alti prelati e quasi tutto il Sacro Collegio.
La visita del Papa all’Immacolata di Piazza di Spagna prevede un momento di preghiera, quale espressione della devozione popolare.
L’omaggio all’Immacolata comprende, tra l’altro, il gesto della presentazione dei fiori, la lettura di un brano della Sacra Scrittura e di un brano della dottrina della Chiesa, preghiere litaniche e alcuni canti mariani, come il Tota pulchra.
Fra le tante chiese intitolate all'Immacolata è doveroso citare la Cattedrale di Pechino, localmente nota come Nantang (Cattedrale meridionale); l'attuale chiesa risale al 1904 ma la prima (che fu anche la prima chiesa in assoluto nella città) risale al 1605 quando fu edificata per iniziativa del gesuita italiano Matteo Ricci (in cinese: Lì Mǎdòu). Più modestamente a Cornaredo abbiamo la Casa Maria Immacolata, in via Roma, sorta nel luogo ove era stato il primo Oratorio di Cornaredo, intitolato a San Gaetano.
Tota Pulchra
Tota pulchra es, María !
Et mácula originális non est in te.
Tu glória Jerúsalem,
tu laetítia Israël,
tu honorificéntia pópuli nostri,
tu advocáta peccátorum.
O María, o María !
Virgo prudentíssima
mater clementíssima,
ora pro nobis,
intercéde pro nobis
ad Dóminum Jesum Christum !
Sei tutta bella, o Maria !
E il peccato originale non è in te.
Tu sei la gloria di Gerusalemme,
tu sei la letizia di Israele,
tu sei l'onore del nostro popolo,
tu sei l'avvocata dei peccatori.
O Maria, o Maria !
Vergine prudentissima,
Madre clementissima,
prega per noi
e intercedi per noi
presso il Signore nostro Gesù Cristo !


LE IMMAGINI non descritte nel testo:
In alto L'Immacolata di Giambattista Tiepolo (olio su tela, 1767/1769) conservata al Museo del Prado di Madrid. È la più classica raffigurazione della Madonna Immacolata che calpesta il serpente del peccato ed è incoronata dalla colomba dello Spirito Santo e circondata da angeli e da alcuni dei simboli mariani (il ramo di gigli, la palma, la fonte e lo specchio). L'opera fu commissionata al Tiepolo dalla Casa Reale spagnola per la chiesa di San Pasquale di Aranjuez, nella Nuova Castiglia.
La prima delle due immagini affiancate è la Inmaculada de Soult (olio su tela, 1678) di Bartolomé Esteban Murillo conservata al Museo del Prado. L'opera prende il nome Soult dal generale francese che nel 1815, durante la campagna di Napoleone in Spagna, se l'era portata a Parigi da dove è tornata solo nel 1940. Murillo ha raffigurato l'Immacolata anche in altre celebri opere.
L'immagine di destra riproduce L'Immacolata, olio su tavola di Piero di Cosimo (più esattamente: Piero di Lorenzo Ubaldini, anno 1505 ca.), conservato alla Galleria degli Uffizi, Firenze. La Vergine è attorniata da San Giovanni evangelista, San Filippo, Santa Caterina d'Alessandria, Santa Margherita d'Antiochia, Sant'Antonino e San Pietro. [torna su]

A fianco: il simulacro dell'Immacolata nella chiesa parrocchiale di Cornaredo, la "Madonna d'Oro", solennemente inaugurato l'8 dicembre 1944 e sovente portata in processione. La prima volta fu per la Sagra del 1945 che voleva anche essere un ringraziamento alla Madonna per i reduci della guerra appena terminata e coincise con il trentesimo anniversario di ordinazione sacerdotale del Parroco dell'epoca, don Carlo Cozzi.

La statua fu realizzata copiando quella esistente dal 1610 nel Santuario dell'Immacolata a Cerro Maggiore (paese natale del Parroco don Cozzi); il simulacro fu scolpito nell'estate del 1944 da un artigiano della Val di Non, tale Bona, coadiuvato da un giovane della Val Gardena del quale è andato perso il nome. Il rivestimento d'oro fu a cura degli Artigianelli di Monza con "materiale" offerto dai Cornaredesi come "ringraziamento" per la fine del conflitto (taluni offrirono la propria fede matrimoniale).
Un'altra statua della Madonna (questa in gesso) presente in chiesa fino al 1944 fu portata nella chiesetta di Cascina Croce, dove è rimasta.

A destra il Santuario dell'Immacolata di Cerro Maggiore, che gli abitanti chiamano familiarmente la chiesa della Boretta, dal nome dell'antico proprietario del terreno.
La statua della Madonna portata nel 1944 a Cascina Croce.

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marzo 2012  (pag. 3122) - invio alla redazione di segnalazioni su questa pagina -
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gr. 3707