Parrocchia San Pietro apostolo in San Pietro all'Olmo
Parrocchia Santi Giacomo e Filippo in Cornaredo
Beato Alfredo Ildefonso Schuster

Schuster con il pastorale
Beato
Alfredo Ildefonso Schuster
cardinale arcivescovo di Milano
- memoria: 30 agosto -
stemma Schuster

 

Quello che poi sarebbe diventato il cardinal Schuster nacque a Roma il 18 gennaio 1880 da Johann (bavarese di Deggendorf), ex caposarto degli zuavi pontifici, e da Maria Anna Tutzer (altoatesina); fu battezzato con i nomi Alfredo, Ludovico e Luigi; Ildefonso verrà dopo, come nome monastico e sarà con quello che lui firmerà quale Arcivescovo di Milano. Già undicenne, e già orfano di padre, entrò nello studentato di San Paolo Fuori le Mura, spinto dal barone Pfiffer d’Altishofen.
I Pfiffer d’Altishofen erano una famiglia nobile del Canton Lucerna che ha dato una dozzina di comandanti alla Guardia Svizzera Pontificia.
Si laureò in filosofia al Collegio Pontificio di Sant’Anselmo, sempre a Roma, divenne monaco benedettino e il 19 marzo 1904 venne ordinato sacerdote in San Giovanni in Laterano. A soli 28 anni era già maestro dei novizi, poi fu Procuratore Generale benedettino, priore claustrale e infine, nel 1918, abate di San Paolo Fuori le Mura (il piazzale davanti alla Basilica è ora intitolato al suo nome). I suoi crescenti e gravosi incarichi non diminuirono la sua passione per lo studio dell’archeologia cristiana, della liturgia, della storia monastica e dell’arte sacra. Fu anche insegnante in diversi istituti ecclesiastici romani, consultore di un paio di Congregazioni pontificie ed infine Visitatore Apostolico dei Seminari.
Il 26 giugno 1929 Pio XI lo nominò Arcivescovo di Milano e il 15 luglio Cardinale. Ildefonso Schuster prese ad esempio Carlo Borromeo e, come il grande predecessore, si impegnò in numerose e assidue visite pastorali nella grande Diocesi, con dettagliate prescrizioni (fece cinque volte tutto il "giro"); assidua anche la presenza tra la gente; di lui si ricorda anche il notevole zelo nel difendere la fede e la conoscenza della dottrina cristiana.
Papa Pio XI (Achille Ratti, nato a Desio) era originario della Diocesi di Milano della quale era anche stato Arcivescovo per alcuni mesi prima dell'elezione al Soglio Pontificio, sicché si può pensare che avesse inteso "scegliere bene" chi designare.
card. Schuster card. Schuster
Schuster assunse posizioni contrarie al regime fascista e si oppose fieramente al comunismo così come ai prodotti del nazional-socialismo di Hitler (la condanna del razzismo fu pronunziata solennemente in Duomo il 13 novembre 1938, prima Domenica di Avvento) ma non si può dire che fosse sostenitore o avversario dei diversi regimi: semplicemente contestava con fermezza ciò che era contrario all'insegnamento di Cristo.
L'omelia del novembre - rimasta celebre - affrontava sin dalle prime parole il nocciolo del problema «È nata all’estero e serpeggia un po’ ovunque una specie di eresia, che non solamente attenta alle fondamenta soprannaturali della cattolica Chiesa, ma materializza nel sangue umano i concetti spirituali di individuo, di Nazione e di Patria, rinnega all’umanità ogni altro valore spirituale, e costituisce così un pericolo internazionale non minore di quello dello stesso bolscevismo. È il cosiddetto razzismo».
L'intervento era stato sicuramente concordato con papa Pio XI (Ratti) che da parte sua a certi pellegrini si rivolgerà dicendo "L’antisemitismo è inammissibile, spiritualmente siamo tutti semiti" (e non dimentichiamo la sua enciclica in tedesco "Mit brennender sorge" contro il nazional-socialismo della Germania [v. traduzione italiana (Vaticano)]).
La notizia dell'omelia fece infuriare Mussolini che bollò il cardinale come «nemico certo e acerrimo del regime»; negli ambienti del regime si disse che «l’omelia del Cardinale è arrivata come una doccia gelata anche per i fascisti osservanti».
E il 17 novembre fu promulgato il Regio Decreto Legge n°1728, dal titolo "Provvedimenti per la difesa della razza italiana".
Spesso sottaciuta ma importante, la sua attività di mediatore nel corso dell'ultima fase della guerra, in aiuto alla popolazione civile, soprattutto mediando con il comando tedesco, ma si racconta anche di un suo intervento decisivo per la sospensione dei bombardamenti alleati su Milano presso il Re d'Inghilterra e presso il Presidente degli Stati Uniti. Si parla di molte vite salvate e scambi di prigionieri oltre ai tentativi di mediazione tra il Comitato di Liberazione e i vertici della Repubblica Sociale Italiana (c.d. Repubblica di Salò) per la resa di questi ultimi senza spargimenti di sangue; taluno accenna anche a certe distruzioni di fabbriche e macchinari da parte dei Tedeschi in ritirata che il cardinale riuscì ad evitare. Poco nota la sua iniziativa di istituire presso la Curia un ufficio per la ricerca dei militari dispersi.
Fra coloro che dovettero salva la vita al cardinal Schuster ci fu anche il giornalista Indro Montanelli, che però venne a saperlo solo dopo molto tempo e da altra persona, perché il cardinale mai nulla gli rivelò del suo intervento. E, sicuramente, come Montanelli .....
Nella sua intensa attività (la sua giornata iniziava alle 3,30 e terminava alle 21) furono molto numerose le consacrazioni di chiese volute da lui (265), le traslazioni di sacre reliquie, senza per questo dimenticare iniziative che oggi definiremmo "sociali"; fu forte sostenitore del ruolo educativo degli oratori e dell'insegnamento della dottrina cristiana. Fece costruire il Seminario di Venegono (inaugurato nel 1935) nel quale il 30 agosto 1954 morì, settantaquattrenne, durante un periodo di riposo impostogli dai medici; la sua stanza viene conservata con venerazione. Era stato Arcivescovo di Milano per 25 anni. La salma è tumulata in Duomo, esposta alla venerazione dei fedeli presso l'altare della Virgo Potens (navata di destra, presso il transetto).
Seminario di Venegono
Seminario di Venegono
il Seminario di Venegono
È rimasto vivo il ricordo delle parole con le quali prese congedo dai "suoi" seminaristi: "Voi desiderate un ricordo da me. Altro ricordo non ho da darvi che un invito alla santità. La gente pare che non si lasci più convincere dalla nostra predicazione, ma di fronte alla santità, ancora crede, ancora si inginocchia e prega. La gente pare che viva ignara delle realtà soprannaturali, indifferente ai problemi della salvezza. Ma se un Santo autentico, o vivo o morto, passa, tutti accorrono al suo passaggio. Ricordate le folle intorno alla bara di don Orione? Non dimenticate che il diavolo non ha paura dei nostri campi sportivi e dei nostri cinematografi; ha paura, invece, della nostra santità".
Già l'imponente partecipazione ai suoi funerali, il 2 settembre, confermò le sue parole "quando passa un Santo, tutti accorrono al suo passaggio” (l'orazione funebre fu tenuta, in Duomo, dall'allora Patriarca di Venezia, Angelo Giuseppe Roncalli, poi papa Giovanni XXIII e Santo). Ad appena tre anni dalla morte Giovanni Battista Montini (suo successore nella nostra Diocesi prima di salire al Soglio Pontificio come Paolo VI) promosse il processo liturgico per la beatificazione, poi proclamata da Giovanni Paolo II il 12 maggio 1996. La memoria liturgica è il 30 agosto, giorno della morte.


Nell'attività del card. Schuster per la costruzione di nuove chiese entra, sia pure indirettamente, anche la nostra Comunità. Per edificare una nuova chiesa il cardinale fece vendere ciò che residuava da un'altra, demolita, e fra queste cose vi furono i paliotti degli altari della Madonna e di San Mauro nella nostra chiesa Santi Giacomo e Filippo. [vedi i particolari nella nostra pagina dedicata ai Santi Anna e Gioacchino ]

chiesa a Santa Maria la Rossa (Garbagnate)
Chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente e Beato Ildefonso Schuster
a Santa Maria la Rossa (Garbagnate)


Una statua del Beato Schuster si trova ora in Duomo su una mensola di uno dei pilastri che delimitano il monumentale altare del capocroce meridionale, dedicato a san Giovanni Bono. Sul pilastro all'altro lato dell'altare si trova la statua del Beato Andrea Carlo Ferrari, anch'egli Arcivescovo di Milano.
La nostra Comunità Pastorale ha un particolare legame con entrambi: il Beato Ferrari ha celebrato la consacrazione della chiesa parrocchiale di Cornaredo (1906) e il Beato Schuster quella di San Pietro (1935).

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giugno 2016  (pag. 3035) - invio alla redazione di segnalazioni su questa pagina -
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gr. 3719