Parrocchia San Pietro apostolo in San Pietro all'Olmo
Parrocchia Santi Giacomo e Filippo in Cornaredo
Santa Chiara



 
Santa Chiara d'Assisi
vergine
(memoria: 11 agosto)

 

"Oh, donna, non temere, perchè felicemente partorirai una chiara luce che illuminerà il mondo"; e nacque una bimba che fu battezzata Chiara.
Fu Ortolana, la moglie di Favarone di Offreduccio di Bernardino, che pochi giorni prima di partorire udì queste parole mentre pregava nella Cattedrale di San Rufino, vicina alla loro casa in Assisi.
Favarone e Ortolana erano dei ricchi nobili che avevano creato in famiglia un ambiente pervaso di grande spiritualità (diciamo soprattutto Ortolana) e la vicinanza della Cattedrale ebbe una notevole importanza nell'educazione di Chiara e delle sorelle; la madre fu anche fra le dame al seguito dei Crociati in Terra Santa.
Chiara aveva appena dodici anni quando fu affascinata dal gesto con il quale Francesco aveva restituito perfino gli abiti al padre Bernardone per vivere una vita di povertà nella Fede. Lei non aveva ancora vent'anni che fuggì da una porticina della casa paterna per raggiungere Francesco e i suoi confratelli alla Porziuncola, nella piana sotto Assisi (immagine a destra e paragrafo in fondo); con lei era la sua amica Pacifica di Guelfuccio (che sarà la prima suora del futuro Ordine). Era la notte dopo la Domenica delle Palme di 807 anni fa (il 18 marzo 1212).
"Era prossimo il giorno solenne delle Palme, quando la giovane si recò dall’uomo di Dio per chiedergli della sua conversione, quando e in che modo dovesse agire. Il padre Francesco ordina che nel giorno della festa, elegante e ornata, si rechi alle Palme in mezzo alla folla del popolo, e poi la notte seguente, uscendo fuori dalla città, converta la gioia mondana nel lutto della domenica di Passione. Giunto dunque il giorno di domenica, in mezzo alle altre dame, la giovane, splendente di luce festiva, entra con le altre in chiesa. Qui, con degno presagio, avvenne che, mentre gli altri correvano a ricevere le palme, Chiara, per verecondia, rimase immobile e allora il Vescovo, scendendo i gradini, giunse fino a lei e pose la palma nelle sue mani." (Legenda Sanctae Clarae virginis, 7: FF 3168).
Francesco rivestì Chiara del saio, le tagliò i capelli e l'accompagnò al monastero benedettino di San Paolo delle Abbadesse presso Bastia Umbra; lei cercò poi ricovero presso l'altro monastero benedettino di Sant'Angelo di Panzo, alle pendici del monte Subasio, poco distante da Assisi. Inutilmente il padre cercò di costringerla a tornare fra i suoi.
Successivamente Chiara si rifugiò in un piccolo fabbricato annesso alla chiesetta di San Damiano, non lontano dalla Porziuncola e suggeritole da Francesco, dove dopo appena sedici giorni fu raggiunta dalla sorella Agnese (Santa) e più tardi dalla madre Ortolana, dall'altra sorella Beatrice e da una cinquantina di parenti e amiche. San Damiano (foto a sinistra, nota in calce) divenne la Casa Madre dell'Ordine dapprima chiamato "Povere Dame recluse di San Damiano" e - dopo la morte di Chiara - Clarisse, ma anche Secondo Ordine Francescano.
Prese così vita una famiglia di claustrali radicalmente povere anche come comunità, che vivevano del loro lavoro e di qualche aiuto, immerse nella preghiera per loro stesse e per gli altri.
Nel 1215 Francesco dette una prima regola all'Ordine, che stava rapidamente espandendosi in Europa. La personalità di Chiara, ferma ma pervasa di carità e avvedutezza, conquistò anche alti prelati fra i quali il legato ponfificio Cardinale Ugolino il quale formulò la regola per i nuovi monasteri; a Chiara venne concesso anche il "privilegio della povertà" per sé e per le sue comunità. Ricevette anche la visita del Papa.
Sempre austera ma avveduta anche in questo: "Ti supplico di moderarti con saggia discrezione nell’austerità quasi esagerata e impossibile, nella quale ho saputo che ti sei avviata; non abbiamo un corpo di bronzo, né la nostra è la robustezza del granito". Esempio (un po' "modernizzato" per nostra miglior comprensione) tratto dalla corrispondenza con tale Agnese di Praga, figlia del re di Boemia ed evidentemente troppo severa badessa di un monastero di lassù.
Austera e umile: seppe prestare sorridendo anche i servizi più sgradevoli alle consorelle malate, stimolate esse stesse al sorriso.
A San Damiano Chiara visse quarantadue anni, spessissimo malata, distinguendosi anche per il culto verso il SS. Sacramento. Si racconta che nel 1243 abbia salvato il convento opponendosi con l'Ostensorio nelle mani ai Saraceni inquadrati nell'esercito di Federico II di Svevia; dall'Ostensorio sarebbe apparsa una luce accecante che avrebbe spaventato e messo in fuga gli aggressori.
Allarmata dalle notizie di certi monasteri che accettavano proprietà o rendite, fu spinta a comporre una nuova Regola più severa, approvata dal Cardinale Rainaldo (futuro Papa Alessandro IV) e poi da Innocenzo IV che si recò personalmente a San Damiano per recarle la relativa bolla. La trovò ormai morente; celebrò per lei non l'ufficio dei morti ma quello festivo delle vergini. Era l'11 agosto 1253.
Benché il Pontefice volesse canonizzarla subito, fu necessario attendere l'autunno 1255 (con Alessandro IV). Le sue spoglie riposano nella Basilica che porta il suo nome in Assisi.


Santa Chiara è protettrice della televisione (dal 17 febbraio 1958); la scelta fu di Pio XII rammentando che Chiara, in una Notte di Natale, impossibilitata a muoversi per malattia, aveva potuto contemplare il Presepe e aveva potuto seguire le funzioni che si stavano svolgendo in quel momento in chiesa, vedendo tutto sulle pareti della sua cella; una sorta di televisione, appunto.


la Basilica in Assisi

il Vaticano anche così ha voluto ricordare
i 700 anni dalla morte di Santa Chiara

"Munasterie 'e Santa Chiara..."
A Napoli uno dei più celebri luoghi che ci ricordano la Santa
(qui il caratteristico "chiostro maiolicato")

LA PORZIUNCOLA - Dal latino portiuncula cioè piccola porzione (e in effetti l'interno non arriva a trenta metri quadrati). Si tratta della terza chiesetta restaurata da San Francesco dopo che di fronte al crocifisso di San Damiano aveva sentito una voce che diceva: "va' e ripara la mia chiesa".
Francesco l'aveva avuta in dono dai Benedettini del monastero del monte Subasio che non la curavano da lungo tempo (San Benedetto stesso ne avrebbe preso possesso nell'anno 576); nel 1209 Francesco qui fondò l'Ordine dei Frati Minori; il 2 agosto del 1216 con la presenza di sette vescovi umbri la chiesetta fu intitolata alla Vergine Madre di Cristo e vi fu proclamato il così detto "Perdono di Assisi" (l'affresco sulla facciata rappresenta proprio Francesco che chiede l'indulgenza a Gesù e a Maria) (Per saperne di più puoi vedere la pagina relativa ).
Ora la Porziuncola si trova al centro della Basilica di Santa Maria delle Grazie, fatta innalzare dal papa Pio V negli anni fra il 1569 e il 1679 proprio per proteggere e venerare questa chiesetta così minuscola ma di così grande significato spirituale e storico.

SAN DAMIANO - Da fuori non sembra neppure una chiesa, tanto che i turisti frettolosi la snobbano; e forse è meglio, così San Damiano può conservare quel senso di distacco e di quiete che invece colpisce chi visita questo luogo con "spirito di pellegrino".
La chiesa si trova appena fuori Assisi e fu importante anche nella vita di San Francesco (di Chiara si è detto sopra). In particolare si ricorda che Francesco, mentre pregava innanzi al celebre Crocifisso su tavola (in realtà una grande icona), udì la Voce del Signore che gli disse "va' e ripara la mia casa che cade in rovina". Ed infatti Francesco si prese cura di rimettere in sesto quel luogo (ed altri); poi comprese che il Signore lo aveva chiamato a lavorare per la Chiesa tutta e non solo "con i mattoni".
Il Crocifisso che si ammira oggi in San Damiano è una copia; l'originale fu trasportato dalle Clarisse nella Basilica dedicata a Santa Chiara (Cappella del Crocifisso), in città, quando vi si trasferirono, nel 1267.


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giugno 2012  (pag. 3023) - invio alla redazione di segnalazioni su questa pagina -
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gr. 3748