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Mese Missionario straordinario

Mese Missionario straordinario
Ogni battezzato è un inviato
- ottobre 2019 -

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«Ogni battezzato è un inviato». E ciascuno «deve rispondere alla sua chiamata concreta», perché «nessun fedele è così povero o privo di risorse da non poter dare qualcosa».
Punta proprio alla riscoperta della responsabilità personale in ordine alla missione l’iniziativa del Mese straordinario che nel prossimo ottobre vedrà tutta la comunità cristiana mobilitata sul tema «Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo».
Nel ricordarlo l’arcivescovo Giampietro Dal Toso — che ha aperto lunedì scorso, 1° luglio, alla facoltà di Teologia di Burgos, la settantaduesima Settimana spagnola di missionologia — ha ribadito che «la missione non è “delegabile”, nel senso di lasciarla agli altri», ma si fonda sulla «vocazione insita in ciascun battezzato».
Nella sua conferenza inaugurale il presule, che è segretario aggiunto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e presidente della Pontificie opere missionarie (Pom), ha richiamato il «messaggio profetico» e «universale» contenuto nella lettera apostolica Maximum illud, con la quale il 30 novembre di un secolo fa Benedetto XV volle imprimere un «nuovo impulso all’impegno missionario di annunciare il Vangelo».
Proprio la celebrazione di questo anniversario caratterizza e orienta il Mese missionario straordinario, che ha come obiettivo aiutare ogni credente a inserirsi pienamente «nella chiamata del Signore della messe».
In questo modo, ha rimarcato monsignor Dal Toso, «la missione dell’inviato non è diversa dalla missione di Gesù stesso: “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”, in una continuità che trasformerà l’inviato in voce, annuncio, missione».
Scendendo nel dettaglio, il segretario di Propaganda Fide ha indicato i tre eventi principali che scandiranno le celebrazioni del Mese missionario a Roma — il 1 ° ottobre, la veglia a San Pietro con il Papa; il 7 ottobre, un Rosario missionario in diretta mondiale radiofonica dalla basilica di Santa Maria maggiore; il 20 ottobre, Giornata missionaria mondiale, la celebrazione eucaristica a San Pietro con il Pontefice — ai quali si affiancheranno le iniziative promosse a livello locale: tra queste, i pellegrinaggi diocesani o nazionali, le preghiere nelle parrocchie, le testimonianze dei missionari che lavorano in diverse parti del mondo.
Ma già nei mesi scorsi, ha fatto notare il presule, la proposta ha suscitato «un’eco molto ampia» in tantissimi paesi, dando vita a una mobilitazione che suscita grande speranza: «È il segno — ha commentato — che il tema missionario è ancora molto sentito, e di questo dobbiamo essere contenti».
Tra gli esempi più significativi, quello della Colombia, che per la circostanza ha indetto una missione in tutte le parrocchie; quelli di Venezuela, Malawi, Kenya, Portogallo, che hanno deciso di dedicare un intero anno alla missione «con un intenso programma di formazione e di studio»; e quelli di Polonia, Haiti, Filippine, Australia, Malawi, distintesi per la produzione di materiale didattico e formativo.

 
da ''InCammino Insieme'' n. 27 del 7 luglio 2019
 
 


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luglio 2019 (pag. 40591) - invio alla redazione di segnalazioni su questa pagina -
www.comunitasantiapostoli.it/bac/bac_190705mesemiss.asp
 
gr. 16919