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la Bacheca
Messale Romano
e Rito della Messa per le Comunità di Rito Ambrosiano
novembre 2020 -




Dalla fine di settembre è disponibile la III edizione del Messale Romano in lingua italiana che, stando al decreto del Presidente della CEI, «diventerà obbligatorio dal 4 aprile 2021», giorno della prossima Pasqua.
Alcune Conferenze Episcopali, tra le quali la CEL (Conferenza Episcopale Lombarda), hanno però anticipato la sua entrata in vigore obbligatoria al 29 novembre 2020, I domenica dell’Avvento romano.
Sinteticamente si può dire che «la terza edizione in lingua italiana del Messale Romano... sebbene presenti evidenti acquisizioni e progressi... non ha di certo la portata innovativa e l’audacia che il Messale del 1983 ebbe nei confronti dell’edizione precedente. La qualità principale... è quella di non avere arretrato in nulla, mantenendo per intero gli adattamenti del 1983... Offre una traduzione più fedele dei testi latini senza per questo rinunciare alla qualità letteraria e alla piena comprensibilità, rivede e migliora alcuni testi scritti in italiano e colma moderatamente alcune carenze dei testi nuovi».
Per le comunità diocesane di Rito Romano (Monza, Treviglio, ecc.…) l’assunzione di questa III edizione è evidentemente obbligatoria nel suo complesso. Esse la adotteranno, continuando però a integrarla con il Proprio ambrosiano dei santi, per il quale è in preparazione la nuova edizione aggiornata. Per le comunità di Rito Ambrosiano, diocesane o extra-diocesane (Bergamo, Lugano, Novara), non c’è ovviamente alcun obbligo di assumere questa III edizione del Messale Romano, se non nelle parti dell’ordinario della Messa che sono comuni ai due riti.
Per questo, in attesa della nuova edizione del Messale Ambrosiano e per esplicita volontà dell’Arcivescovo, che è anche Capo Rito, si è provveduto a stampare in un’apposita edizione cartonata del Rito della Messa per le Comunità di Rito Ambrosiano, in vendita dal 10 novembre e in vigore dal 29 novembre 2020, III domenica dell’Avvento ambrosiano.
Quest’ultima decisione, decretata il 18 ottobre scorso, è giunta quando ormai i sussidi pastorali diocesani a servizio della liturgia ambrosiana – il foglietto Àncora per la domenica e La Tenda per tutti i giorni – erano stampati. Questo comporterà che i fedeli, per qualche tempo, non troveranno le variazioni testali nei sussidi ufficiali e sarà dunque necessario supplire a questa lacuna.
Nel “sussidio” ambrosiano, che anticipa la sezione relativa al Rito della Messa della nuova edizione del Messale Ambrosiano, sono dunque recepiti i cambiamenti dell’ordinario della Messa che il Rito Ambrosiano ha in comune con il Rito Romano, ma non solo. Vengono infatti anticipati anche gli adattamenti rituali che riguardano solo il Rito Ambrosiano.
Mons. Gilardi vi ha già messo a disposizione un promemoria dei principali cambiamenti comuni, dal Confiteor all’invito alla comunione Ecco l’Agnello di Dio, passando attraverso la revisione testuale delle diverse preghiere eucaristiche. Da parte mia faccio un breve approfondimento biblico-teologico sull’invito alla comunione per poi dare un suggerimento pratico.
In fedeltà al Messale Romano latino (Ecce Agnus Dei, ecce qui tollit peccáta mundi. Beáti qui ad cenam Agni vocáti sunt) il Messale italiano, romano e ambrosiano, d’ora in poi userà la nuova formula: «Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello».
In questo modo – come scrive Boselli – viene riconsegnata alla liturgia «la citazione diretta, sebbene incompleta, dell’Apocalisse di Giovanni (Cfr. Ap 19, 9) introdotta dalla riforma dell’ordo missæ del Messale di Paolo VI».
La dimensione liturgico sacramentale (il banchetto eucaristico) si apre così alla «profezia del banchetto escatologico, la tavola del regno promessa da Cristo: “Io preparo per voi un regno… perché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno” (Lc 22, 29)»6. Era auspicabile che la citazione biblica di Ap 19, 9 fosse completa («Beati gli invitati alla cena di nozze dell’Agnello»), come nel Messale Romano in lingua francese, ma il compromesso italiano rappresenta già un primo significativo passo in avanti.
Se il valore biblico e teologico è chiaro, l’esecuzione pratica chiede la massima cura perché deve andare a correggere un automatismo nella risposta dei fedeli. A nessuno verrà in mente di partire con O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ecc… se non ci sarà una Voce Guida pronta a dare il via. E questo non solo la prima volta, ma per diverso tempo, sia nelle celebrazioni festive, sia in quelle feriali. Occorrerà curare l’abitudine a un nuovo automatismo rituale correttivo di quello precedente. La cosa, già necessaria negli altri casi (Confiteor, Gloria, Padre nostro), è qui ancora più urgente perché ne va dell’attacco assembleare.
Passando dalle parti comuni romano-ambrosiane alle parti solo ambrosiane si possono fare le seguenti osservazioni:
- La prima forma ambrosiana dell’atto penitenziale (i tre Kyrie tropati) è stata arricchita di moduli specifici per i tempi dopo l’Epifania e dopo Pentecoste, che rispecchiano in qualche modo i temi espressi dal Lezionario domenicale.
- L’aspersione del popolo con l’acqua benedetta, sostitutiva dell’atto penitenziale, pur continuando a essere riportata in Appendice, è stata arricchita di testi per meglio distinguere l’uso dell’acqua già benedetta nella Veglia pasquale dall’uso dell’acqua benedetta immediatamente prima della benedizione del popolo.
- Nell’invito alla pace al termine della Liturgia della parola al posto di «un segno di pace» si è dato spazio alla nuova formulazione romana «il dono della pace»: «Scambiamoci il dono della pace».
- Le preghiere eucaristiche ambrosiane hanno avuto alcune modifiche testuali, minimali nella V, più significative nella VI. Ricordo queste ultime: nell’introdurre le parole sul pane si esplicita: «e, alzando gli occhi al cielo, a te Dio, Padre suo onnipotente» in parallelo con l’introduzione alle parole sul vino; il passaggio «perché il rito che noi compiamo con fede abbia il dono della presenza del Figlio tuo nell’arcana sublimità del tuo sacramento» è stato riscritto in: «perché la presenza del Figlio tuo in questo sublime sacramento doni pienezza alla nostra fede»; e successivamente: «E a noi che, in verità partecipiamo al sacrificio perennemente offerto nel santuario celeste, concedi di attingere la viva e misteriosa realtà del Corpo e del Sangue del Signore» diventa: «E a noi, che offriamo il vero sacrificio, concedi di comunicare alla viva e misteriosa realtà del Corpo e del Sangue del Signore»; infine l’espressione: «Chiesa, diffusa su tutta la terra e radunata nello Spirito Santo» è diventata: «Chiesa, diffusa su tutta la terra e radunata dalla potenza dello Spirito Santo».
- La benedizione del ministro straordinario della comunione eucaristica è stata portata all’interno dei riti di comunione, prima dell’invito alla comunione. Essa diventa ordinaria, come per il lettore, perché davanti alla comunità sia evidente che egli svolge il suo ministero con un mandato ecclesiale e con l’aiuto della grazia divina.
In Appendice viene riportata la preghiera eucaristica per le messe «per varie necessità» (un tempo chiamata «svizzera») nella sua quadruplice forma: 1) La Chiesa in cammino; 2) Dio guida la sua Chiesa sulla via della salvezza; 3) Gesù via al Padre; 4) Gesù passò beneficando. Essa viene così accolta ufficialmente anche nell’uso ambrosiano. Il suo testo, significativamente modificato rispetto alla versione riportata sul Messale Romano del 1983, è però utilizzabile solo quando vengono celebrate delle messe «per varie necessità». La rubrica introduttiva a ciascuna delle quattro forme suggerisce indicativamente le più adatte al suo utilizzo.
Per concludere con un giudizio sintetico mi avvalgo ancora delle parole di Goffredo Boselli: «La nuova edizione italiana del Messale è l’immagine fedele del cammino percorso dal rinnovamento liturgico nel nostro Paese. Al tempo stesso, è lo specchio del valore e dell’importanza che la nostra Chiesa oggi effettivamente riconosce alla liturgia nella vita delle comunità e in quella di ogni uomo e donna credenti, così come del ruolo della liturgia nell’evangelizzazione».
 
Mons.Claudio Magnoli

     
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novembre 2020 (pag. 40881) - invio alla redazione di segnalazioni su questa pagina -
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gr. 20195