Parrocchia San Pietro apostolo in San Pietro all'Olmo
Parrocchia Santi Giacomo e Filippo in Cornaredo
la Bacheca
Proposta pastorale
dell'Arcivescovo
- anno 2020/2021 -



Infonda Dio sapienza nel cuore. Si può evitare di essere stolti.
È la proposta pastorale dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, per l’anno 2020-2021.
L’invito, rivolto a tutti i fedeli ambrosiani, è anzitutto quello di far emergere le domande più profonde e inquietanti che questo tempo di pandemia ha suscitato nel cuore delle comunità cristiane della Diocesi.
Ma domandare non basta. Così le domande possono diventare l’occasione per avviare un’accorata invocazione del dono della sapienza che viene dall’alto.
Atteggiamento di ascolto e intensamente orante non scontato, dovendo mettere mano per tempo a comprensibili previsioni e programmazioni pastorali.
«Non è più tempo di banalità e di luoghi comuni, non possiamo accontentarci di citazioni e di prescrizioni. È giunto il momento per un ritorno all’essenziale, per riconoscere nella complessità della situazione la via per rinnovare la nostra relazione con il Padre», scrive infatti l’Arcivescovo.
Questa proposta pastorale si conclude invitando le diverse comunità cristiane presenti sul territorio diocesano a inoltrarsi con animo ben disposto nella lettura attenta del Libro sapienziale del Siracide.




L'inizio dell'anno pastorale e la “Domenica dell'Ulivo” (4 ottobre).
L’inizio del nuovo anno pastorale sarà scandito anche da alcuni eventi diocesani che l’Arcivescovo vorrebbe avvenissero in presenza, archiviando quindi quelle pratiche digitali cui la stessa Chiesa ambrosiana è ricorsa durante la quarantena.
Significativo è anzitutto la “Domenica dell’Ulivo”, nella memoria liturgica di San Francesco (4 ottobre).
Nelle intenzioni dell’Arcivescovo la celebrazione di questa domenica va intesa come «una giornata di pace e di riconciliazione»: «Vogliamo ricordare l’immagine della colomba che porta in becco una fogliolina di ulivo per annunciare a Noè che l’alluvione è finita e che la terra si predispone a tornare di nuovo un giardino», spiega Delpini.
Nella scelta di quel simbolo c’è un’allusione alla distribuzione dei ramoscelli di ulivo che non si è potuta fare nella Domenica delle Palme a causa della pandemia e vuol essere il segno e l’auspicio che «il diluvio è finito e che stiamo riprendendo la vita ordinaria migliorata dalla sapienza che abbiamo acquisito o stiamo cercando», sottolinea sempre l’Arcivescovo.
Nella lettera “Per l’inizio dell’anno pastorale”, inoltre, l’Arcivescovo raccomanda di porre particolare cura alla festa dell’apertura degli oratori «affinché sia anche un messaggio alle istituzioni».
Il riferimento esplicito è alla scuola «la cui ripresa non può ridursi al semplice rispetto di qualche protocollo». Infine particolare attenzione andrà riposta nei confronti della pastorale giovanile e alla pastorale universitaria: «Nel servizio agli anziani e nell’aiuto ai poveri molti giovani si sono rivelati volontari generosi e intelligenti; nel loro impegno di studio hanno messo a frutto una familiarità con le tecnologie disponibili che ha prodotto anche eccellenze. Le comunità devono essere grate ai giovani e incoraggiarli a mettersi in gioco, ad assumere responsabilità».

 
da ''InCammino Insieme'' n. 29 del 19 luglio 2020
 
 
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luglio 2020 (pag. 40844) - invio alla redazione di segnalazioni su questa pagina -
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gr. 18906